Miele ad alta quota

Vi siete mai chiesti come si fa ad ottenere un miele mono fiore?

Sapevate che se si è calmi e rilassati le api non ti pungono neanche se le tocchi?

Di certo noi, prima di questo viaggio, lo ignoravamo poi abbiamo avuto un piacevole incontro con Lorenzo De Candido, apicoltore di Santo Stefano di Cadore che con pazienza ci ha spiegato e fatto vedere il gran lavoro che c’è dietro ad un vasetto di miele. Siamo andati a trovarlo sulle dolomiti mentre lavorava con le sue api per produrre il raro miele di rododendro. E li, vedendo oltre alla bellissima pianta fucsia di rododendro un sacco di altri fiori di montagna, la prima domanda è venuta spontanea: ma come fanno le api a prendere solo il polline di rododendro e non degli altri fiori?

Ecco la risposta:

Le api sentono il richiamo dei fiori appena sbocciati, essendo il momento del rododendro, ignorano gli altri fiori.

La bravura dell’apicoltore sta proprio nel capire quand’è il momento giusto di portare via le arnie per non far “sporcare” il miele con il nettare di altri fiori che sbocciano subito dopo la sfioritura del primo.

Quindi la tecnica per ottenere un ottimo miele mono fiore, è quella di essere nomadi!

Bisogna spostarsi su e giù per le montagne con le arnie per permettere alle api di cogliere il polline desiderato, se si resta fermi nello stesso punto si otterrà il famoso miele Millefiori.

Questa è la vita che fa Lorenzo da ormai tantissimi anni. Lo fa con passione e dedizione, coccolando le sue api come se fossero un animale da compagnia.

Ci ha anche fatto assaggiare il miele direttamente dalle arnie… delizioso!
E no, le api non ci hanno punto….
Se si ha paura le api lo avvertono e si sentono in pericolo, è per questo che attaccano, se si sta calmi e rilassati invece non ti fanno nulla. Vero è che per chi non è abituato, non è semplicissimo restare calmi in questa situazione.

Finito il lavoro in montagna, ci ha portato nel suo laboratorio,dove ci ha fatto vedere il miele che dopo essere stato centrifugato per staccarlo dai telaietti viene filtrato varie volte avendo cura di mantenere l’umidità al 18% e poi lo si lascia riposare in delle “cisterne” d’acciaio, i maturatori, per permettere alle piccole particelle di cera rimaste di affiorare in superficie dividendosi dal miele che resta sul fondo. A questo punto c’è la “sbramatura”, ovvero la rimozione della cera e l’ultimo filtraggio.

Lorenzo De Candido fa parte dei piccoli artigiani che muovono la loro attività con la forte passione per un prodotto totalmente ARTIGIANALE di qualità.

E i risultati si vedono:

Nel 2018 il suo miele d’Acacia vince il premio GIULIO PIANA per il “Concorso per la selezione dei migliori mieli di produzione nazionale” e nel 2019 si aggiudica il “1° Classificato Eccellenze” Concorso dei migliori mieli tipici di produzione nazionale, per il suo miele di Rododendro.

Che esperienza ragazzi! Non avremmo mai immaginato di tenere in mano un telaio di un’arnia o di assaggiare il miele pucciando il dito sul telaio ricoperto di api.

Un grazie enorme a Lorenzo, a noi non resta che consigliarvelo!

Lo trovate a Santo Stefano di Cadore (BL) in via Udine 40.

Raccontategli dell’articolo letto e portategli i nostri affettuosi saluti.

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